25 novembre 2017

L’interpretazione dei sogni di Freud

I messaggi e la simbologia dei sogni secondo Freud

L’opera di Freud è il primo testo “serio” del novecento, il primo testo che riporta all’ufficialità il valore dei sogni, l’attendibilità del mondo onirico e Freud è il primo ad esserne convinto, come appare evidente dal materiale epistolare, che vale la pena riportare per poter capire meglio quale tipo di importanza l’autore stesso dava alla sua opera, al tempo, in fieri:

“[…] mi sono sentito spinto a iniziare il lavoro di stesura sul sogno; un campo, questo, dove mi sento così sicuro, e posso esserlo anche il base al tuo giudizio. Sono stato anzitutto interrotto dalla necessità di preparare in fretta e furia, per darlo alle stampe, un sommario di tutte le mie pubblicazioni. Ogni giorno è buono per la votazione. Ora ho concluso e posso nuovamente pensare al sogno. Ho dato un’occhiata alla letteratura sull’argomento, e mi sento come il folletto celtico: Ah come sono contento che nessuno, che nessuno lo sappia!…” Nessuno ha avuto il più lieve sospetto che i sogni non siano senza senso, bensì appagamenti di desideri”.

Epistola del 9 febbraio 1898

Sono sprofondato nel libro dei sogni, lo scrivo con grande scioltezza e mi rallegro al pensiero degli “scuotimenti di capo” che provocheranno le indiscrezioni e le audacie che vi sono contenute. Se solo non fossi costretto anche a leggere!

significato dei sogni di freud

E ancora: “[…] i sogni sono il risultato di cose viste nel periodo preistorico; le fantasie sono il risultato delle cose udite allora; e le psiconevrosi sono il risultato delle esperienze sessuali avute allora. La ripetizione dell’esperienza vissuta in quel periodo sarebbe di per sé già un appagamento di desiderio; ma un desiderio recente porta a produrre un sogno solamente se si può collegare con materiale proveniente da quell’epoca preistorica, se il desiderio recente è un derivato di uno preistorico oppure se si può fare adottare da uno di questi. Resta ancora da vedere sino a che punto potrò attenermi a questa teoria così radicale e quanto potrò rivelarne già nel libro sui sogni”.

La chiave di lettura dell’attività onirica

Come appare evidente da questi brani estrapolati da alcune epistole, Freud crede fermamente nella veridicità dell’attività onirica. Questa, però, perde qualsiasi valenza predittiva per acquistare un valore associativo e psichico molto forte.

Il sogno diventa una chiave di lettura, anzi, “la chiave di lettura”. Una chiave che permette all’inconscio del paziente di comunicare con il paziente stesso e quindi con il terapeuta. Grazie all’attività onirica emergono in superficie vari tipi di problematiche e le psicosi acquisiscono una forma metaforica, o comunque si manifestano sotto forma di proiezione permettendo così allo psicoterapeuta di comunicare con i bisogni del paziente, di interpretarli ed iniziare un percorso di guarigione/miglioramento.

L’opera di Freud tira fuori l’attività onirica dal cassetto dell’esoterico e magico e le attribuisce una meritata valenza scientifica. La teoria di Freud si basa sulla contrapposizione tra contenuto manifesto e contenuto latente del sogno, non è il contenuto manifesto l’oggetto di studio, come avveniva invece nell’antichità per il valore predittivo del sogno, ma al contrario la relazione tra il contenuto latente e la sua proiezione.

I sogni e le condizioni socio-ambientali

L’associazione che avviene durante l’attività onirica è, secondo Freud, altamente condizionata dal contesto sociale e culturale del soggetto stesso che attribuisce un significato piuttosto che un altro alle situazioni e agli scenari sognati proprio in base a queste caratteristiche che potremmo definire “socio-ambientali”.

A seconda del contesto in cui vive e/o ha vissuto il paziente sarà portato a proiettare desideri e disagi in una forma piuttosto che in un’altra attribuendo quindi diversi significati all’immagine onirica, significati che si trasformano poi in una forma di comunicazione tra il terapista e il soggetto in analisi. I sogni eludono la censura che normalmente ci condiziona durante la vita sociale quotidiana, oltrepassano le barriere costituite dai contesti culturali, familiari e religiosi e aprono le porte dell’inconscio alla possibilità della drammatizzazione; rappresentano quello che Freud definisce il ritorno del rimosso sia che si tratti di desideri, sia che si tratti di traumi, si fa riferimento a emozioni forti rimosse e relegate nella sfera inconscia che, grazie all’attività onirica, riemergono in superficie.

In sintesi, i sogni rappresentano un pacifico compromesso tra l’Io e l’inconscio, grazie al quale il secondo può manifestarsi senza le barriere imposte dal primo, ma in un contesto che non provoca danni.

Di Jasmin Rani

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