25 novembre 2017

Il significato dei Sogni

I messaggi, la simbologia e il significato dei sogni

Come introduzione al significato dei sogni che tratteremo in questa sezione ci piace ricordare questa bellissima frase dell’Odissea. «Per loro natura i sogni sono inesplicabili e portano messaggi difficili da interpretare, né ogni cosa si compie per i mortali. Due sono le porte dei sogni immateriali, una corno e l’altra avorio. E quelli che escono attraverso l’avorio illudono, perché portano messaggi che non si realizzano. Mentre quelli che procedono per la porta di polito corno compiono cose vere, ogni volta che un mortale li veda».

Penelope, Odissea, canto XIX

I sogni sono nati insieme all’uomo e quindi da sempre hanno accompagnato e accompagnano la nostra storia come un’ombra silenziosa e rivelatoria che ci racconta chi siamo e a volte, ci permette di comprendere più attentamente cosa stiamo provandocosa ci preoccupa, quali sono le scelte che dobbiamo affrontare e quali le paure che il nostro inconscio custodisce.

significato dei sogni

Il tentativo e il desiderio di interpretare i sogni e di capire il significato dei sogni sono anch’essi saldamente intersecati con la nostra storia e la nostra evoluzione. Infatti, le prime tracce sembra possano risalire al paleolitico come testimoniano alcuni graffiti rupestri che simboleggiano un viaggio onirico. Testimonianze più attendibili, o forse semplicemente più comprensibili, risalgono all’era babilonese. Un’era dalla quale ci arrivano dei testi in cui si descrive la valenza premonitiva del sogno, visto come un vero e proprio strumento di predizione. In altre parole, una finestra sul futuro, un’anticipazione che la nostra sfera più inconscia, in grado di prevedere gli eventi che ancora devono accadere, ci regala.

La storia dell’interpretazione e del significato dei sogni

In tutte le grandi religioni, fatta eccezione per la religione cattolica, l‘interpretazione dei sogni è stata considerata un evento positivo. Un modo per comunicare con la divinità e un momento in cui l’anima ha la possibilità di connettersi con l’altra dimensione. E verificare, così, l’impellenza di accadimenti futuri. Per molto tempo e in molti contesti religioso-culturali, la veridicità dei sogni non è stata minimamente messa in discussione. Il sogno era considerato, infatti, come una forma di comunicazione tra due differenti sfere della realtà, quella fisica e concreta e quella ultraterrena.

La validità dello strumento di comunicazione, il sogno appunto, veniva data per scontata in quanto lo scopo stesso del sogno, il motivo per cui il sogno si manifestava, era proprio la necessità che fosse comunicato qualcosa al “sognatore”. Il primo testo che può definirsi precursore delle moderne teorie sull’attività onirica è “L’interpretazione dei sogni” di Artemidoro di Daldi, scrittore e fisico greco che visse nel II secolo a.C. La sua opera voleva essere una sorta di elenco che rendesse possibile l’interpretazione dei vari sogni ricorrenti. Questi si potevano distinguere tra: sogni legati al passato, sogni legati al presente e sogni legati al futuro, definiti profetici o simbolici.

Verso una moderna interpretazione dei sogni

È proprio quest’ultima parte ad essere fondamentale se vogliamo tracciare una linea di demarcazione tra quella che sarà poi definita la moderna interpretazione dei sogni, di origine psicanalitica, e l’interpretazione “antica” dell’attività onirica. La vecchia scuola, così potremmo definirla, alla quale si rifanno tutt’ora molte correnti filosofico esoteriche e alla quale fa riferimento Artemidoro stesso, ha come preoccupazione primaria quella di distinguere i sogni associati ai ricordi del passato, che potremmo definire evocativi e/o quelli che fanno riferimento al presente, quindi a desideri, paure e aspettative, dai sogni che hanno a che vedere con il futuro, che sono, invece, di carattere predittivo.

In questa caratteristica profetica del sogno, però, non è visto alcun tipo di straordinarietà. Al contrario, è proprio il fine ultimo e più elevato dell’attività onirica stessa. Attività che altro non è che uno strumento fornito all’uomo per poter comunicare con le dimensioni del divino. Una forma importantissima di comunicazione che, se adeguatamente studiata, può permettere di conoscere il futuro.

L’attività onirica e la superstizione

Da Artemidoro fino allinterpretazione dei sogni di Sigmund Freud la strada è stata lunga. Lo studio dell’attività onirica ha subito periodi di oscurantismo e denigrazione ed è stato etichettato come superstizione. Così come è accaduto a molti altri aspetti correlati alla vita inconscia e alla sua relazione con il divino. Questo, prima di attirare nuovamente l’attenzione di tutti trasformarsi in uno dei cardini della moderna psicanalisi. Datata 1900, l’Interpretazione dei sogni di Freud ha segnato una svolta epocale nella storia della psicanalisi.

Là dove prima la libera associazione di idee e concetti da parte del paziente, era l’unico modo ritenuto “scientificamente” valido per accedere alle dinamiche più profonde, all’inconscio, ora, alla luce dell’opera freudiana, l’attività onirica diventa la via d’accesso principale per accedere ai contenuti inconsci della psiche del paziente. Si spoglia si dell’aspetto divinatorio, ma viene nuovamente riconosciuta come forma di comunicazione. Stavolta, però, non tra l’uomo e il divino, ma tra l’essere umano e i suoi più reconditi anfratti.

Di Jasmin Rani

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