17 Giugno 2024

Frasi più belle tratte dal film Pinocchio

Frasi dal film Pinocchio

Pinocchio è un film italiano uscito nelle sale cinematografiche nel 2002. Scritto, diretto, interpretato e prodotto da Roberto Benigni, è una pellicola tratta dal celebre romanzo dell’autore toscano Carlo Collodi dal titolo “Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino”

Frasi dal film Pinocchio

Scopri le frasi più belle del film “Pinocchio”

Se una cosa che viene al mondo non ci rende la vita più gradita, tanto valeva che non nascesse affatto.
Medoro

Oh fatina perchè sei morta? Perchè non sono morto io che sono tanto cattivo mentre tu eri tanto tanto buona fatina? Fatina… Come si fa a morire, come si fa? Oh se davvero mi vuoi bene, se vuoi bene al tuo Pinocchio, ritorna in vita come eri prima, come quando eri viva, che ti guardavo che eri viva! Fatina, rivivisci! Rivivisci fatina! Rivivisci!
Pinocchio

Una volta c’era un re, che a star solo si annoiava.
Geppetto

La farfalla, si dice, non sa cos’è il dolore. Vive un giorno felice e poi per sempre muore.
Medoro

Medoro: Mammamia, non si vede niente. E ora dove vado? Ha ragione la Signora: avrei bisogno degli occhiali, ma mi stanno così male. Mi invecchiano. Potrei chiedere un po’ di luce alla Signora.
Fata Turchina: Come sei bella. Ti piacciono le farfalle, Medoro? Dare allegria è la cosa più bella che si possa fare al mondo. Non sei d’accordo?
Medoro: Se una cosa che viene al mondo non ci rende la vita più gradita, tanto valeva che non nascesse affatto.
Fata Turchina: Quanto vivono le farfalle, Medoro?
Medoro: La farfalla, si dice, non sa cos’è il dolore. Vive un giorno felice e poi per sempre muore.
Fata Turchina: La sola cosa che non mi piace della morte è che si muore per troppo tempo. Sarebbe meglio il contrario.
Medoro: E cioè?
Fata Turchina: Morire solo un giorno… e poi per sempre vivere felici. Tu sei mai morto, Medoro?
Medoro: Oh. Io devo ancora finire di nascere. E poi… il tempo non esiste, Signora Fata.
Fata Turchina: Hai ragione, Medoro: il tempo non esiste. Ma ora andiamo, che si è fatto troppo tardi.
Medoro: Sì. Ecco… non ricordo bene la strada.
Fata Turchina: Non ricordi o non ci vedi?
Medoro: È l’ultima volta che ve lo chiedo, signora. Se si potesse avere un piccolo scorcio di luce… solo un po’.
Fata Turchina: E va bene, Medoro.
Medoro: La ringrazio Signora Fata! Via, topini!!!

I soldi non crescono nei campi come i fagioli e le zucche! Bisogna guadagnarseli onestamente.
Grillo Parlante

Guai a quei ragazzi, che si ribellano ai loro genitori e scappano di casa. Non avranno mai bene a questo mondo.
Grillo Parlante

Il mio babbo mi avrà aspettato? Ce lo troverò a casa della Fata? Oh, è tanto tempo che non lo vedo più e c’ho una voglia di fargli mille carezze e di finirlo di baci! E la Fata, mi perdonerà la brutta azione che le ho fatto? Oh, speriamo di sì, speriamo di sì, speriamo di sì!
Pinocchio

Che pensavate di diventare? Dottori? Professori? Ah ah ah ah. Tutti somari! Tutti somari!!!
L’Omino di Burro

Pinocchio: Me. Lo. Merito! Uffa, e il Grillino me l’aveva detto. Ma io sono un burattinotestardo e piccoso. Ma d’ora in poi, faccio proponimento di cambiarevita, voglio essere bravo, a modo, onesto e voglio andare a scuola a lavorare.
Lucignolo: Bravo grullo.
Pinocchio: Uh!? Chi è?
Lucignolo: T’hanno domato, eh burattino?

Io mi guarderò e basta. Oggi si può dire che sono nauseabondo del cibo. Per accompagnarvi in compagnia soltanto una lepre, tre pollastrelle impanate con contorno di due galletti, pernici, starne, conigli, ranocchi, uva, noci, datteri e dei dolci assortiti. Ah… e anche sei caffè.
Il Gatto

Burattino mettiti in chiaro una cosa: quello che devo fare io, lo decide solo Lucignolo!
Lucignolo

Un burattino che se ma va in giro a combinare disordine deve essere rimesso in ordine!
Carabinieri

Vieni qua, fratello! Legno del nostro legno!
Pulcinella e Arlecchino

Fa venire sonno l’abbiccì gl’è che noi ragazzi siam così, tutti così a noi un ci garba punto quel cri cri!
Pinocchio

Se del perdono non sarai degno, tutta la vita sarai un legno.
Fata Turchina

Fata Turchina: Hai visto cosa succede a non mantenere le promesse?
Pinocchio: Sì, e mi merito una punizione. Purtroppo me la merito!
Fata Turchina: No Pinocchio, nessuno ti punirà più, anzi adesso che davvero hai capito ti voglio fare il regalo più bello: si avvererà il tuo desiderio, diventerai un ragazzo come tutti gli altri. Vuoi?
Pinocchio: Oh, fatina, lo voglio più di ogni altra cosa!
Fata Turchina: Diventerai bravo?
Pinocchio: Oh sì, ma io sono già diventato bravo perchè l’ho capita fatina, stavolta l’ho capita!
Fata Turchina: Ti credo Pinocchio, sento che sei sincero.

Pinocchio: In quanto passano cinque anni?
Lucignolo: Ci vogliono anni.
Pinocchio: E quanti?
Lucignolo: Cinque.

Frasi dal film Pinocchio

Non posso più tornare a casa! Non posso più entrare a scuola! La polizia mi ricerca! La mia fidanzata non è più viva! E mio padre sarà ormai morto anche lui di crepacuore!
Pinocchio

Adesso anche i burattini si mettono a fare i loro comodi?
Mangiafoco

Questo povero diavolo è stato derubato delle sue monete d’oro: prendetelo e mettetelo subito in prigione! Giustizia è fatta! Avanti un altro.
Giudice Gorilla

Fata Turchina: Andiamo, bevi la medicina, povero burattino malato.
Pinocchio: O bella bambina dai capelli turchini, io farei qualunque cosa tu mi ordinassi, ma la medicina no è troppo amara.
Fata Turchina: Se la bevi ti darò una pallina di zucchero.
Pinocchio: Dammi lo zucchero e ti prometto che berrò la medicina. Ahh… ecco questo ci voleva. Lo sai che mi sento già bene, anzi benissimo! Bambina dai Capelli Turchini, cosa vogliono questi da me?
Conigli: Siamo venuti a prelevarti.
Pinocchio: Ma io… non sono per niente morto. Anzi, mi sento benissimo!

Volpe: Buongiorno, signor Pinocchio.
Gatto: ‘nocchio.
Pinocchio: Buongiorno, ma come sapete il mio nome?
Volpe: Abbiamo visto tuo padre sull’uscio di casa, era in canottiera e tremava come una foglia al vento. Povero vecchio.
Gatto: Povero. Vecchio.
Pinocchio: Povero babbo. Allora corro subito da lui. Comunque, da oggi in poi, non tremerà più.
Volpe: E perché?
Pinocchio: Perché io sono diventato un gran signore! C’è poco da ridere, perché se ve ne intendete, questi sono cinque bellissimi zecchini d’oro!
Volpe: Ah, ah, ah, ah! Cinque… Zecchini d’oro! Oh, oh, oh, oh.
Gatto: Cinque zecchini d’oro!?!
Volpe: Sì, cinque zecchi… Cinque zecchini d’oro?
Gatto: Io lo accoppo subito, ci prendiamo il malloppo! Gli tiro una sassata, ma ‘na sassata che…
Volpe: No, fermo. Non adesso. Aspetta! Signor Pinocchio! Mi deve scusare, non ci siamo neanche presentati: io sono la Volpe, e questo il Gatto.
Pinocchio: Piacere.
Gatto: ‘cere.

Frasi dal film Pinocchio

Fata Turchina: Ora ti senti veramente meglio?
Pinocchio: Sì. Ma non è la medicina a fa sta bene.
Fata Turchina: Ah no? E che cosa allora?
Pinocchio: Tu. Oh, bambina dai capelli turchini, io ti voglio sposare, ma come faccio? Sono solo un burattino di legno.
Fata Turchina: Solo un burattino di legno, discolo e bugiardo.
Pinocchio: Sì, mentre tu… sei così bella.
Fata Turchina: Ma forse, comportandoti da burattino a modo, potresti divenire anche un bambino vero.
Pinocchio: Davvero!?! E come?!? Dimmi come! Che io faccio di tutto pur di restare vicino a te!
Fata Turchina: Be’, la prima cosa da fare, di sicuro, è passare dal tuo babbo per tranquillizzarlo.
Pinocchio: Ahh…

Geppetto: Oh, questo sì che è un bel guaio.
Pinocchio: Ti prego, ti prego! Rifammeli, ti prego!
Geppetto: E dimmi un po’? Perché mai te li dovrei rifare? Per farti scappare in giro a far danni e a bruciare la casa?
Pinocchio: Ma perché tu sei il mio babbo babbino.
Geppetto: Oh, no, no, no! Pinocchio, se fai così non voglio più essere il tuo babbino.
Pinocchio: E invece lo sei, perché mi hai fatto tu. Tu sei il mio carissimo babbo babbino, e io sono il tuo figlioletto, Pinocchio Pinocchietto. Ti prego babbino mio, ti prometto che sarò buono. D’ora in poi andrò a scuola, ti aiuterò, sarò la tua consolazione.
Geppetto: Mi sta proprio di dovere: avrei dovuto costruire un appendiabiti.

Volpe: Che ne farai di queste belle monete?
Pinocchio: Per prima cosa, comprerò una bellissima giacca nuova al mio babbo: una giacca tutta d’oro e d’argento. E… coi bottoni di brillanti, e poi…
Volpe: Oh… ma che peccato, però.
Pinocchio: Perché “che peccato”?
Volpe: No, niente, pensavo… pensavo a questi cinque miserabili zecchini che resteranno soltanto…
Gatto: Cinque poveracci, disgraziati zecchinetti da quattro soldi.
Volpe: E dire che potrebbero diventare… centinaia.
Gatto: Centinaia? Ma che dico? Decine! Unità, addirittura!
Volpe: Vorrai dire migliaia. Milioni!
Gatto: Ma certo, assolutamente!
Volpe: Ma…
Gatto: Pecca-pecca-pecca-peccatuccio!
Pinocchio: E allora, come si fa a farli diventare di più?
Gatto: Il porpoglione sta abboccando (rivolgendosi alla Volpe).
Volpe: Ah, ma sarebbe semplicissimo: devi sapere che nel Paese dei Barbagianni, c’è un campo benedetto che tutti chiamano Campo dei Miracoli.
Pinocchio: Che succede in questo campo?
Gatto: Beh, se uno scavicchia una minuscoletta buca, poi seppelisce bene le monetigne e poi molta, molta acqua nutre rosa…
Volpe: Ecco che il mattino dopo, spunta un bellissimo albero, carico di zecchini d’oro!
Pinocchio: E… ci potrei andare anch’io a questo Campo dei Miracoli?
Gatto e Volpe: Tuuu? Ma certo!!!
Volpe: Ma dove vai!?!
Pinocchio: A salutare il mio babbo e dirgli che andiamo al Campo dei Miracoli!
Gatto e Volpe: Noooo!
Pinocchio: Perché no?
Gatto: Be’, perché…
Volpe: Perché altrimenti si guasterebbe la sorpresa.
Gatto: Proprio così! Se lo saprebbe già questa sera, quando poi domani arrivassi caricato di zecchini d’oro, gli sembrasse una cosa scontata.
Pinocchio: Dite?
Gatto e Volpe: Assolutamente sììì!!

Grillo Parlante: Pinocchio?
Pinocchio: Chi è?
Grillo Parlante: Sono io. Sono il Grillo Parlante.
Pinocchio: Toh, un Grillo Parlante. Grillo, sai mica dove tiene le torte i’ mi’ babbo?
Grillo Parlante: Guai a quei ragazzi, che si ribellano ai loro genitori e scappano di casa. Non avranno mai bene a questo mondo.
Pinocchio: Ma dici a me?
Grillo Parlante: Sì, dico a te. Guai!
Pinocchio: Senti, Grillo: io da qui, me ne vado! Perché se rimango qui, mi toccherà fare come tutti i ragazzi: vale dire andare a scuola e studiare, e a me di studiare, non ne ho alcuna voglia, non mi piace.
Grillo Parlante: Povero Pinocchio. Sappi che cosi facendo diventerai un bellissimo somaro! E tutti rideranno di te.
Pinocchio: Ma Grillo! Puoi stare zitto? Anche perché hai una voce antipatica che non ti sopporto. Proprio… Antipatica, non lo so.
Grillo Parlante: Ma se proprio non vuoi andare a scuola, almeno vai a lavorare.
Pinocchio: A lavorare? Io?
Grillo Parlante: Eh! Ci sarà un mestiere che ti dovrà piacere.
Pinocchio: Sì, Grillo, c’è un mestiere che mi piace ma proprio tanto, tanto, tanto.
Grillo Parlante: Oh, bravo Pinocchio, lo vedi? E qual è questo mestiere?
Pinocchio: Quello di mangiare, bere, dormire, divertirmi dalla mattina a sera e far quello che mi piace a me! Ah, ah!
Grillo Parlante: Sei proprio un burattino e rimarrai sempre un burattino.
Pinocchio: E tu sei un Grillo del malaugurio, e resterai sempre un Grillo del malaugurio.
Grillo Parlante: Per tua regola Pinocchio, quelli che fanno come te, finiscono sempre in prigione o all’ospedale.
Pinocchio: Ma allora sei un Grillaccio del Maluguriaccio proprio, eh? Quelli come me finiscono in prigione o all’ospedale, eh? E quelli come te… Lo sai dove finiscono, Grillo?
Grillo Parlante: Dove, Pinocchio?
Pinocchio: Al cimitero!! Dai dove sei? Dai, Grillo, scherzavo, non volevo mica farti del male. Ma dove sei, Grillo? Grillo? Grillino?
Grillo Parlante: Va bene, mi fido. Mi posso fidare?
Pinocchio: Non si sente niente: rimbomba da dove parli. Non potresti venire un po’ più vicino?
Grillo Parlante: Dove?
Pinocchio: Mah, per esempio… Qui. Qui vicino, così si parla…
Grillo Parlante: Vengo. Vengo perché devo dirti una cosa importante.
Pinocchio: Ma davvero? Lo voglio proprio sentire…
Grillo Parlante: Quelli come te finis… (Pinocchio lo schiaccia col martello).
Pinocchio: Preso! Ah! Ci sei cascato, c’hai una voce antipatica che non ti sopport… Ma dove sei?

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