30 Marzo 2026

Frasi più belle tratte dal film Piccolo Buddha

Frasi dal film Piccolo Buddha

Piccolo Buddha ĆØ un film del 1993 diretto da Bernardo Bertolucci basato sull’omonimo romanzo dello scrittore Gordon McGill. Il film ottenne il premio come migliore fotografia ai Nastri d’Argento del 1994.

Frasi dal film Piccolo Buddha

Lama Norbu, anziano monaco buddhista tibetano scappato dal Tibet in seguito all’occupazione cinese, scopre che il suo maestro si ĆØ probabilmente reincarnato in Jesse, un bambino di Seattle. Per questo, assieme al suo discepolo, il monaco parte per gli Stati Uniti e arrivato a Seattle ottiene dai perplessi genitori del bambino il permesso di portare Jesse con sĆ© in Bhutan per fargli conoscere la religione buddista. Jesse parte quindi accompagnato dal padre e durante la sua permanenza al tempio instaura un legame speciale con Lama Norbu che gli racconta la leggenda del principe Siddharta (interpretato da Keanu Reeves), colui che poi sarebbe divenuto l’incarnazione del Buddha.

Scopri le frasi più belle del film “Piccolo Buddha”

Se tendi la corda oltre misura, si spezzerĆ , e se la lasci troppo lenta, non suonerĆ .

Nessuna stanza ĆØ veramente vuota, se la tua mente ĆØ piena.
Lama Norbu

Non occorre andare altrove quando c’ĆØ tanta bellezza intorno a te.
Gita

E da quel giorno, da quel fuoco, con quella gente, Siddharta apprese cos’era la sofferenza e scoprƬ la compassione. Loro erano lui e lui era loro.
Lama Norbu

Sono felice davvero. Tre volte felice. Ma come possiamo essere tutti e tre il Lama Dorje? ƈ una cosa molto rara ma ĆØ giĆ  accaduta altre volte. Una manifestazione separata del corpo, della parola e della mente: nessuno di questi tre esiste senza gli altri. Ognuno di noi ĆØ collegato agli altri, come lo ĆØ il mondo all’universo. Ma ricordatevi questo: la cosa più importante di tutto ĆØ di provare compassione per tutti gli essere, di donare se stessi, e soprattutto di trasmettere la conoscenza, come il Buddha.

SarĆ  come tu desideri, ma gli dei deludono spesso i desideri degli esseri mortali.
Principe Siddhartha

E cosƬ aveva raggiunto la grande calma che precede il distacco dalle emozioni.

Se il mondo ĆØ cosƬ bello, perchĆ© non l’ho mai visto io?

Siddharta aveva vinto la battaglia contro un esercito di demoni con la sola forza dell’amore e della grande Compassione che aveva trovato in sĆ©. Si era spinto oltre se stesso. Ora vedeva oltre l’Universo, Siddharta aveva visto la fondamentale realtĆ  di tutte le cose, egli aveva capito che ogni movimento nell’Universo, ĆØ un Effetto determinato da una Causa. E da quel momento Siddharta fu chiamato il Buddha, il Risvegliato.

Nel Tibet noi consideriamo la mente e il corpo come il contenuto e il contenitore… Ora la tazza non ĆØ più una tazza ma che cos’è il tĆØ? – ƈ ancora tĆØ. – Esatto. Nella tazza, sul tavolo o sul pavimento si trasferisce da un contenitore all’altro, ma ĆØ ancora tĆØ. CosƬ la mente dopo la morte, anch’essa da un corpo si trasferisce a un altro, ma ĆØ ancora mente…

SarĆ  come tu desideri, ma gli dei deludono spesso i desideri degli esseri mortali.

Dobbiamo tutti morire e poi rinascere e poi morire ancora… Questa ĆØ la nostra maledizione. Allora questo sarĆ  il mio compito: io toglierò questa maledizione.

La strada dell’illuminazione sta nella via di mezzo.

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