01 Ottobre 2022

Come coltivare il Gelsomino

Come coltivare il Gelsomino in giardino e in vaso

Prima di leggere questa guida su come coltivare il Gelsomino facciamo una breve premessa. Il Gelsomino è forse la pianta rampicante più famosa e apprezzata di sempre. Originaria delle zone del Medio e dell’Estremo Oriente e dell’America Meridionale, il Gelsomino è una pianta rampicante ornamentale utilizzata anche nell’industria cosmetica e per la produzione di tè e tisane.

Coltivare il Gelsomino: principali caratteristiche della pianta

Le piante di Gelsomino sono arbustive perenni che possono avere forma di cespuglio oppure lunghi rami rampicanti. Hanno foglie di colore verde intenso con una forma ovale e dalla punta allungata.

Come coltivare il Gelsomino

I fiori sono piccoli e profumatissimi e a seconda delle varietà possono essere bianchi o gialli, riuniti in grappoli. Il Gelsomino può essere coltivato in vaso oppure in giardino e a seconda delle varietà può raggiungere anche due metri e mezzo di altezza.

Irrigazione, concime e cura del Gelsomino

Nonostante il Gelsomino sia una pianta nata in climi molto caldi, oggi questa pianta si adatta molto bene anche a climi più rigidi. Non richiede particolari cure per la sua coltivazione e la crescita è abbastanza veloce, necessita di molta luce ma non il sole diretto. Ama l’aria ma non gradisce le correnti di aria fredda. Il terreno deve essere costantemente umido durante tutto l’anno, prediligendo annaffiature più intense che frequenti: Se si coltiva in vaso occorre prestare un po’ più di attenzione.

Innanzitutto va rinvasato ogni anno, il vaso deve essere abbastanza grande, almeno 30 centimetri di diametro, e sul fondo occorre sistemare ghiaia o argilla espansa per favorire il drenaggio dell’acqua. Bisognerà inserire dei sostegni di legno all’interno del vaso per permettere alla pianta di arrampicarsi e di svilupparsi in altezza. Se invece optate per il giardino abbiate cura di sistemarlo a ridosso di grate o muri di cinta. Il Gelsomino non ama potature eccessive e regolari, è sufficiente eliminare i rami secchi all’inizio della primavera estirpandoli alla base. Di norma questa pianta è piuttosto resistente agli attacchi di insetti e afidi ed è quindi raro che si ammali.

© A cura di Simone Pifferi
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