21 Gennaio 2020

Paura dello straniero: la Xenofobia

Perché ho paura dello straniero? La Xenofobia

Xenofobia è un termine che deriva dalle parole greche “xenos” e “phobos” il cui significato letterale è paura dello straniero.

La Xenofobia è l’avversione indiscriminata o un atteggiamento di rifiuto e ostilità verso tutto ciò che diverso, in particolare verso gli abitanti, la cultura, la religione, la lingua e le usanze sia di altri paesi che di una stessa nazione. Per questo si parla di Xenofobia culturale e Xenofobia verso i popoli.

La Xenofobia, ovvero la paura dello straniero, può essere considerata come un disturbo d’ansia, che può diventare una vera e propria fobia, in cui lo stimolo fobico sconosciuto causa paura perché non può essere controllato.

Chi si sente minacciato da chi ha un aspetto diverso e parla un’altra lingua, si difende rifugiandosi nel pensiero condiviso della propria superiorità politica, religiosa e sociale. Ovvero giustifica il proprio comportamento con lo scopo di non perdere la propria identità nazionale.

La differenza tra Xenofobia e razzismo è molto sottile. Il razzismo sostiene la superiorità di una razza rispetto a un’altra, anche della stessa nazionalità, mentre la Xenofobia è la paura di ciò che è diverso per etnia, natura o specie.

xenofobia paura dello straniero

Quali sono le cause della Xenofobia?

Le principali cause della Xenofobia sono prevalentemente una predisposizione genetica all’ansia, un evento traumatico vissuto nel passato, un comportamento appreso dalla famiglia o dall’ambiente, l’ignoranza e gli stereotipi verso altre culture.

Secondo la teoria evoluzionistica, questa fobia verso lo straniero è presente da sempre in tutte le civiltà e in tutte le epoche. È dunque un comportamento adattivo, ereditato dai nostri antenati, volto a garantire la sopravvivenza della specie.

Sigmund Freud arrivò a formulare due ipotesi.  La prima è che la Xenofobia abbia origine dall’astio e dalla gelosia provata dal bambino nei confronti di un fratellino per il timore di perdere l’affetto dei genitori. Se ha maturato un rapporto di fiducia con la madre e l’ambiente in cui è cresciuto, questi sentimenti generalmente, scompaiono nel momento in cui inizia ad integrarsi con bambini suoi coetanei.

La seconda è che l’uomo soffra di angoscia nevrotica che non nasce da alcuna minaccia reale ma dall’esternalizzazione della paura di un pericolo interno inconscio su un elemento esterno.

Quali sono i sintomi della paura dello straniero?

Come qualsiasi altra fobia i sintomi che può avvertire uno xenofobico sono: tachicardia, respiro irregolare, sudorazione eccessiva, nausea, tremore.

Chi soffre di Xenofobia mette in atto strategie di evitamento come evitare i luoghi in cui siano presenti stranieri; nei casi più gravi può sfociare in atti di violenza.

Come combattere la paura dello straniero

Non esiste una terapia specifica per la cura della Xenofobia ma la psicoterapia cognitivo-comportamentale può aiutare a gestire la propria paura comprendendone le cause.

Senza entrare nel merito delle dinamiche politiche, economiche, religiose e sociali, possiamo concludere dicendo che una soluzione al problema della paura dello straniero è la cultura, in quanto la non conoscenza genera paura. Ma ciò è possibile solo:

  • superando i pregiudizi
  • creando canali legali di migrazione al fine di ridurre l’ingresso degli immigrati irregolari
  • attuando un’integrazione strutturata e rendendo obbligatorio l’apprendimento della lingua e della cultura italiana
  • creando investimenti e opportunità di lavoro nei paesi in cui, seppur poveri, non c’è la guerra
  • combattere il business dell’immigrazione.

 

A cura di Filomena Iannone

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