08 Aprile 2020

Paura degli spazi chiusi: la Claustrofobia

Perché ho paura degli spazi chiusi? la Claustrofobia

Il termine Claustrofobia deriva dal latino “claustrum” e dal greco “phobos” e significa paura dei luoghi chiusi.

La Claustrofobia è una delle più comuni fobie specifiche e si caratterizza per la paura irrazionale degli spazi stretti e chiusi.

Chi soffre della paura degli spazi chiusi prova un eccessivo timore e un senso di angoscia quando si trova rinchiuso in stanze piccole, in ascensore o in metropolitana, ma anche in spazi più ampi, come cinema e teatri privi di finestre e con porte chiuse. Anche fare una risonanza magnetica o percorrere una strada trafficata possono essere un problema, così come indossare una maglia a collo alto o un particolare modello di casco per andare in moto.

claustrofobia paura dei luoghi chiusi

Quali sono le cause della Claustrofobia?

La prime paure di un claustrofobico sono il rischio di morire soffocato per la mancanza di ossigeno e quella di restare schiacciato nell’eventualità che le pareti possano restringersi. Alcuni scienziati sostengono che una causa della Claustrofobia possa essere riscontrata in fattori genetici e in particolare nella disfunzione dell’amigdala che influenza la percezione del pericolo e di conseguenza la paura.

L’opinione più diffusa è che la paura degli spazi chiusi derivi da un trauma infantile, come, ad esempio, l’essere stato messo in punizione in un ripostiglio. Tuttavia, può insorgere anche in seguito all’acquisizione di informazioni. Ad esempio, la notizia di qualcuno rimasto bloccato in ascensore può far scattare tale paura in una persona che preferirà fare sette piani di scale a piedi.

Se ci si trova a dover affrontare determinate situazioni esistenziali, come forti pressioni sul lavoro, oppure se iniziamo a sentirci intrappolati in una relazione dalla quale non sappiamo come uscire, potremmo iniziare a soffrire di Claustrofobia.

Inoltre, il claustrofobico assume comportamenti che tendono a evitare situazioni in cui possa sentirsi limitato nella libertà di movimento. Ad esempio sedersi sempre vicino alle uscite di sicurezza.

Quali sono i sintomi della paura degli spazi chiusi?

I principali sintomi della Claustrofobia sono:

  • ansia
  • difficoltà di respirazione
  • senso di soffocamento
  • tachicardia
  • nausea
  • svenimento
  • vertigini
  • sudorazione
  • tremore
  • bocca secca
  • attacco di panico
  • confusione
  • timore di morire

Per diagnosticare la Claustrofobia ci si basa sui criteri del Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali, quinta edizione (DSM-5)

  • paura irragionevole e persistente
  • attacco di panico in caso di esposizione allo stimolo
  • consapevolezza della sproporzione tra la paura e la minaccia percepita
  • adozione di strategie di evitamento
  • ripercussioni negative in ambito sociale e lavorativo

Tutti i sintomi devono durare da più di sei mesi e non devono essere riconducibili ad altri disturbi.

Come combattere la paura degli spazi chiusi

Quando la Claustrofobia diventa estremamente invalidante si fa ricorso alla psicoterapia cognitivo-comportamentale che ha come obiettivo quello di indurre il paziente a prendere coscienza della propria paura insegnandogli a gestire l’ansia e a rilassarsi.

Con la terapia di esposizione e la desensibilizzazione sistematica, invece, il soggetto viene esposto gradualmente e in maniera controllata alle situazioni che generano ansia, al fine di ridurla. Questo è oggi possibile sfruttando anche la realtà virtuale.

Altri rimedi sono l’ipnosi, l’apprendimento di tecniche di respirazione e rilassamento, come lo yoga e il training autogeno e la terapia farmacologica con le benzodiazepine e gli antidepressivi, in particolare gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina.

 

A cura di Filomena Iannone

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