01 Ottobre 2020

Paura degli spazi aperti: l’Agorafobia

Perché ho paura degli spazi aperti? L’Agorafobia

Agorafobia è un termine di origine greca formato dalle parole “agorà” e “phobos” e letteralmente significa paura della piazza e, nel senso più esteso del termine, paura degli spazi aperti.

L’Agorafobia è un disturbo d’ansia che si manifesta quando ci si trova in ampi spazi aperti o affollati. Si parla di Agorafobia anche quando il timore, l’angoscia o la sensazione di grave disagio sono provocati dalla sola idea di non essere in grado di superare l’eventuale crisi  nel momento in cui dovesse presentarsi: il timore di non riuscire a ricevere l’aiuto necessario oppure la paura di non riuscire a fuggire in caso di pericolo.

Agorafobia paura degli spazi aperti

Quali sono le cause dell’Agorafobia?

L’Agorafobia, che colpisce allo stesso modo uomini e donne generalmente nell’età compresa tra i 18 e i 35 anni, può essere causata:

  • dalla predisposizione genetica
  • da fattori psicologici come la paura di essere abbandonati o la scarsa autostima e fiducia nelle proprie capacità
  • dall’aver vissuto situazioni di stress come un lutto, un incidente o la perdita del lavoro
  • dall’abuso di alcol e droghe
  • dall’avere già sofferto di altre malattie come l’anoressia.

È anche conseguenza degli attacchi di panico improvvisi e reiterati, in quanto la persona che ne è stata colpita vive nella paura che possa succedere nuovamente, magari mentre si trova al ristorante, senza avere la possibilità evitarlo o porvi rimedio.

Quali sono i sintomi della paura degli spazi aperti?

Per diagnosticare l’agorafobia, che va quindi distinta dall’attacco di panico, ci si basa sui criteri del Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali, quinta edizione (DSM-5).

L’Agorafobia si può manifestare in varie situazioni:

  • viaggiare su auto, treni, autobus, aerei etc.
  • trovarsi in uno spazio aperto come una piazza o un parcheggio
  • essere in uno spazio chiuso affollato come una discoteca oppure fare la fila al supermercato
  • ritrovarsi da soli fuori casa

L’agorafobico, con o senza attacchi di panico, ha un timore sproporzionato di trovarsi in una di queste situazioni per questo tende ad evitarle oppure, nel caso debba affrontarle, non può farlo da solo, ma necessita dell’aiuto di altre persone.

Chi soffre di Agorafobia, ovvero della paura degli spazi aperti, oltre all’ansia eccessiva, può soffrire anche di attacchi di panico, per cui si aggiungono altri sintomi fisici quali palpitazioni, eccessiva sudorazione fredda o vampate di calore, tremori, vertigini, nausea, stato confusionale e difficoltà respiratorie. Ciò comporta ovviamente conseguenze negative sulla sfera sociale e lavorativa della persona.

Come combattere la paura degli spazi aperti

Per giungere ad una diagnosi definitiva i sintomi devono durare da più di sei mesi e non devono essere riconducibili ad altri disturbi.

La psicoterapia cognitivo-comportamentale e la desensibilizzazione progressiva sono i principali trattamenti contro l’Agorafobia. Si parla in particolare di terapia espositiva per insegnare gradualmente ai soggetti agorafobici ad affrontare le possibili situazioni di timore senza evitarle, sia a gestire l’ansia nel momento in cui si manifesta.

Possono essere utili anche l’ipnosi e l’apprendimento di tecniche di respirazione e rilassamento come lo yoga e il training autogeno. In combinazione può essere prescritta anche una terapia farmacologica con le benzodiazepine e gli antidepressivi in particolare gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina.

 

A cura di Filomena Iannone

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