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Pet Therapy: come praticarla e i suoi benefici




Pet Therapy: la terapia assistita con gli animali

La Pet Therapy è una forma di comunicazione inter-specifica tra l’essere umano e l’animale che è sollecitata allo scopo di giovare al paziente affetto da particolari tipi di patologie o, più semplicemente, per abbassare il livello di stress del paziente in diversi contesti terapeutici.

Trattandosi di una forma di comunicazione è sottinteso che si possa sviluppare  solo a condizione che ci sia partecipazione attiva e passiva da parte di entrambe i soggetti coinvolti nella relazione. Questo vuole dire che non solo il paziente deve essere aperto e ben disposto all’incontro con l’animale, ma che anche il co-terapeuta animale dev’essere aperto nei confronti della relazione con l’essere umano ed è per questo motivo che è necessario valutare attentamente quale soggetto animale inserire all’interno di un contesto di Pet Therapy.
Negli ultimi due secoli, più o meno dall’ultimo decennio del XVIII secolo ad oggi, questo approccio terapeutico della relazione tra essere umano e animale si è ricavato un suo spazio teorico e pratico all’interno della relazione interspecifica. La zoo-terapia, come inizialmente era definita, nacque in Inghilterra nel 1792, quando lo psicologo infantile William Tuke sollecitò i suoi malati mentali ad accudire animali domestici di piccola taglia, nell’ipotesi e nella speranza che questo tipo di attività potesse aiutarli a prendersi poi maggiore cura di se stessi.

In seguito, in Germania, nel 1867, venne fondato il Bethel Hospital in cui gli animali erano parte integrante nel trattamento di recupero per epilettici e fu costruita la prima fattoria interna al centro che ospitava cani, gatti, cavalli e animali da allevamento. Dalla fine dell’ottocento in poi iniziò a diffondersi e la sua efficacia fu sempre più avvalorata e confermata. Nel 1990, nacque il C.R.E.I. il primo centro di “Ricerca Etologica Inter-disciplinare per lo studio del rapporto uomo-animale da compagnia” seguito nel 1997 dalla S.I.T.A.C.A. (Società Italiana Terapia e Attività con Animali). Tra la fine degli anni novanta del XX secolo e l’inizio del duemila, arrivarono importanti conferme di studi scientifici che avvaloravano l’efficacia delle sedute di Pet Therapy: nel 1992 alcuni studiosi australiani riscontrarono e dimostrarono, che, nella media, chi viveva con animali da compagnia aveva una pressione sanguigna più bassa e minori livelli di stress.
Le ricerche di Herbert Benson sulle modificazioni fisiologiche che avvengono durante uno stato di rilassamento dimostrarono infatti che, in condizioni di tranquillità e rilassamento, l’organismo è soggetto a: diminuzione del ritmo cardiaco-respiratorio, diminuzione della pressione arteriosa, diminuzione del tono muscolare e rallentamento delle onde elettrico-cerebrali ed è stato dimostrato che durante la Terapia Assistita con Animali si possono riscontrare gli effetti citati da Benson, in particolar modo la diminuzione della pressione arteriosa, soprattutto in pazienti affetti da patologie cardio-vascolari, è stata diverse volte confermata durante il rapporto-relazione con l’animale. Inoltre, la diminuzione del tono muscolare durante le sedute di Pet Therapy, spiega come diverse patologie croniche che interessano l’apparato locomotorio, possano beneficiare di questo tipo di approccio.


Le diverse metodologie di applicazione della Pet Therapy

E’ necessario differenziare due diversi tipi di terapie che sono abitualmente contenuti nell’espressione generica Pet Therapy:

Le Attività Assistite dall’Animale (AAA) che sono gli interventi di tipo educativo, ricreativo e/o terapeutico, attuati al fine di migliorare la qualità di vita del paziente e La Terapia Assistita dall’Animale (TAA), per indicare quegli interventi che si prefiggono di raggiungere un fine terapeutico specifico, e all’interno del quale l’animale è parte integrante del trattamento.
Nel primo  caso non ci sono obiettivi specifici da raggiungere, non c’è l’obbligo per gli operatori di raccogliere dati e informazioni nel corso delle sedute e le sedute stesse, condotte in un arco di tempo non prestabilito, possono essere gestite  da professionisti, para-professionisti e/o volontari ed è sicuramente la forma di Pet Therapy più diffusa.

La Terapia Assistita dall’Animale, invece, deve essere condotta da un professionista, con tempi prestabiliti e modalità predefinite a seconda del caso; inoltre, si lavora per il raggiungimento di un obiettivo specifico ad ogni  intervento.

In ogni caso, però, è fondamentale il ruolo del “co-terapeuta” animale che è, in sostanza, un mediatore emozionale e  “facilitatore” delle relazioni sociali. La Pet Therapy si basa sull’influenza positiva derivante dai legami fisico-affettivi che si sviluppano tra il paziente e l’animale e sulla cura di animali da parte del paziente ed opera attraverso le vie biochimiche di risposta al rilassamento; un rapporto essere umano/animale tranquillizzante e rilassante, interviene sulla produzione di adrenalina e di altri ormoni corticosteroidi o “ormoni dello stress” e facilita il miglioramento delle condizioni fisiche del paziente durante la seduta ed in generale durante la vita.

Durante le sedute è necessario e assolutamente dovuto nei confronti dell’animale che sta collaborando alla terapia, valutare di frequente, prima e/o dopo le sedute, il livello di benessere dell’animale stesso per verificare che non sia sottoposto a stress, cosa che danneggerebbe in primis l’animale, metterebbe a rischio il paziente e renderebbe nullo tutto il beneficio della seduta stessa.
Questo tipo di relazione in cui l’accettazione della specificità dell’altro è condicio sine qua non per una possibile convivenza e non è una dimostrazione di come l’apertura verso agli animali e verso la comunicazione non verbale possa benefica.

Nella Pet Terapy l’animale può avere due ruoli, uno diretto quando si sollecita il paziente ad interagire anche fisicamente con il pet coinvolto e uno indiretto, in cui diventa un ponte comunicativo molto efficiente all’interno del rapporto tra paziente e terapeuta. In entrambi questi casi è evidente come siano indispensabili un comportamento e una disposizione positiva da parte dell’animale coinvolto nella seduta di Pet Therapy, sia per quanto concerne lo stretto contatto fisico a cui vengono sottoposti tra loro paziente e animale, il paziente percepirebbe qualsiasi accenno di aggressività, al contrario è proprio l’apertura totale dei nostri amici non umani ad essere incredibilmente benefica.
E’ importante che le sedute di Pet Therapy non siano improvvisate e che l’intervento del veterinario sia costante, per verificare lo stato di salute fisica e il livello di stress dell’animale. Come già detto, infatti, la tutela dell’animale è un’ espressione di cura verso il co-terapeuta non umano e una forma di tutela del paziente.

Di Jasmin Rani


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